Premio per diminuzione del numero di assenze :  no alla tassazione agevolata del 10%

Pubblicato da Manuela Pagot il 15 novembre 2018

Partiamo da questo semplice esempio i cui per ridurre le assenze, l’azienda mette a disposizione un plafond economico collettivo, da assegnare in misura variabile ai lavoratori in base ai risultati individuali di presenza. In seguito al monitoraggio annuale, la somma è suddivisa tra i soli lavoratori che abbiano totalizzato un numero di giorni di assenza entro il limite concordato, in misura inversamente proporzionale al numero di giorni di assenza. Vista così l’impostazione non è coerente con l’impianto della detassazione: il miglioramento da conseguire non è legato a una diminuzione in un arco temporale, ma è agganciato a un valore fisso.

Se l’accordo prevedesse un decremento percentuale in un certo lasso di tempo, la detassazione sarebbe applicabile: si potrebbero ritarare i parametri dell’accordo con misurazioni del miglioramento nel tempo.

 

Infatti la risoluzione 78/E/2018 dell’agenzia delle Entrate, come abbiamo già detto nel precedente articolo, ha dato dei chiarimenti ben definiti sulla materia dei premi per obiettivo e, in particolare, sulla detassazione, dando indicazioni sui criteri che devono essere individuati negli accordi di secondo livello per ottenere l’accesso all’imposta del 10% sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali.

Secondo l’Agenzia, «non è sufficiente che l’obiettivo prefissato dalla contrattazione di secondo livello sia raggiunto, dal momento che è altresì necessario che il risultato conseguito dall’Azienda risulti incrementale rispetto al risultato antecedente l’inizio del periodo di maturazione del premio».

Alla luce di questo, le Aziende dovranno verificare se gli accordi sottoscritti siano congrui con la risoluzione dell'Agenzia delle Entrate.

 

Le condizioni per poter avere la detassiazione 

La detassazione dei premi di risultato è regolamentata  dal decreto interministeriale Lavoro-Economia attuativo dell’articolo 1, comma 188, della legge 208/2015 (Legge di stabilità 2016) secondo la quale: 

- per poter usufruire della “cedolare secca” del 10% – i sistemi premiali devono essere regolati da intese collettive territoriali o aziendali, intendendosi come tali quelle stipulate da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e i contratti collettivi aziendali stipulati dalle loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria;

- con l' esatta definizione dei “premi di produttività” si identificano le somme di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione.

Sono, quindi, due le connotazioni che devono essere presenti:
1) i salari devono essere variabili.  

2) i contratti collettivi devono stabilire criteri di misurazione e verifica degli incrementi di produttività descritti tramite un monitoraggio «rispetto ad un periodo congruo definito».

Il Decreto Ministeriale lascia dunque libertà alle parti, sull’individuazione dei target e sull’arco temporale di riferimento, ma non è possibile prescindere dalla sussistenza di questi elementi.

 

La responsabilità del sostituto d'imposta

Secondo il Decreto Ministeriale in oggetto il datore di lavoro, nella sua veste di sostituto d’imposta, dovrà essere in grado di sostenere i requisiti dell’intesa in occasione di eventuali accertamenti fiscali: peraltro, depositando il contratto, come previsto dall’articolo 5 del Dm, il datore ne dichiara la conformità alle disposizioni del decreto. Non dovrebbe essere preclusa, prima del pagamento del premio e dell’applicazione della detassazione, una “sistemazione” degli accordi non conformi, magari con una integrazione e con il conseguente deposito dell’appendice sottoscritta dalle parti.


Il recupero dell’Irpef 
La risoluzione 78/E ha ribadito che se lo schema premiale non è coerente con i principi illustrati sopra e il datore ha corrisposto il premio applicando comunque il regime agevolato,dovrà recuperare la differenza di Irpef e addizionali, tra l’importo dell’imposta sostitutiva già versato e l’importo effettivamente dovuto in applicazione delle ritenute ordinarie sui redditi da lavoro dipendente.

Si dovrà per tanto evidenziare nuovamente in busta paga l’imponibile detassato in precedenza e, tramite il riconteggio dell’imposta dovuta, recuperare gli importi dagli stipendi; come prescritto dalla prassi delle Entrate, si dovrà in seguito calcolare gli interessi per il ritardato versamento. Tutto questo è possibile in fase pre-conguaglio e di ravvedimento, viceversa, decorsi i termini o in sede di accertamento, al datore sarà applicato il regime sanzionatorio ordinario.

 

I Premio legato alle ore extra : no alla detassazione

Se l’azienda volesse introdurre un premio per incentivare la disponibilità dei lavoratori a effettuare ore di lavoro straordinario nelle giornate del sabato, con adesione volontaria, si vorrebbe creare un sistema di incentivi crescenti a seconda del numero di ore straordinarie prestate, nel rispetto dei limiti contrattuali e legali. L’obiettivo è quello di una maggiore efficienza e produttività. Questo parametro risulta per tanto inutile. In materia di orario di lavoro, potrebbe rientrarvi un accordo che preveda lo svolgimento del rapporto in declinazione di “lavoro agile”. In ogni caso, il raggiungimento dei parametri fissati deve risultare verificabile in modo oggettivo, con indicatori che ne evidenzino l’incremento nel tempo stabilito.

 

Premio legato al fatturato: si alla detassazione

Il premio prevede erogazioni legate all’andamento del fatturato e dei pezzi prodotti, misurati di anno in anno: i due parametri incidono per il 50%. È stata creata anche una fascia di oscillazione, nella quale non sarà né diminuito né aumentato il premio. In caso si superasse la soglia minima, non sarà erogato alcun premio; in caso si superasse quella massima, è previsto un bonus incrementale che si somma al premio base.  L’articolato dell'accordo è aderente alle disposizioni di legge e quindi i premi erogati sono suscettibili di accedere alla detassazione. Il pagamento del bonus infatti è ancorato all’incremento del fatturato e dei pezzi venduti dall’azienda. Inoltre, questo incremento tiene conto dell’andamento dei parametri individuati, misurandoli annualmente. È rispettato anche il requisito della variabilità del premio.

 

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Categorie: Welfare

Manuela Pagot

Scritto da Manuela Pagot