CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO:         circolare ministeriale e delucidazioni

Pubblicato da Manuela Pagot il 12 novembre 2018

Il ministero del lavoro, con la circolare  n.17 del 31 ottobre 2018, ha fornito chiarimenti in merito agli articoli 1 e 2 del decreto Dignità (Legge n.96/2018).

I punti presi in esame sono:

- modalità e calcolo del contributo addizionale dello 0.50% in caso di rinnovo del contratto a tempo determinato;

- le modifiche intervenute sul contratto a tempo determinato diretto;

- la nuova gestione dei rapporti in somministrazione a termine;

- il periodo transitorio cessato il 31 ottobre 2018.

 

In questo articolo approfondiremo i primi 2 punti che sono quelli di maggiore interesse 

 

MODALITA' DI CALCOLO DEL CONTRIBUTO ADDIZIONALE DELLO 0.50%

In pratica esso è da considerarsi aggiuntivo rispetto al valore dalla contribuzione maggiorata applicata al precedente contratto a termine.

Partendo da una contribuzione dal 1.40% e prevedendo al massimo 4 rinnovi si avrà alla fine una contribuzione del 2.90%.

Il contributo maggiorato è previsto anche in capo ai rapporti a termine per attività stagionali previsti dalla contrattazione collettiva e che, ordinariamente, si reiterano annualmente senza alcun rispetto della durata massima, per tanto per un lavoratore che presta la sua attività per 10 anni in attività stagionali, la contribuzione sarà pari a 1.40% + (0.50% 10) = 6.40%

Ricordiamo che la contribuzione maggiorata andrà applicata a quei contratti stipulati dal 14 luglio 2018 e non a quelli già in essere a quella data e non è da applicarsi per le proroghe dei contratti a termine.

 

CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO

DURATA MASSIMA

La nuova normativa prevede una durata massima a 24 mesi,indipendentemente dai tempi di interruzione. Sottolineando che per il raggiungimento del periodo massimo contrattualizzabile, con uno più contratti a termine, si devono tener presenti i seguenti punti:

1) vanno considerati anche i periodi di missione in somministrazione a termine;

2) i rapporti devono riguardare lo svolgimento di "mansioni di pari livello e categoria legale";

3) la contrattazione collettiva, applicata dal datore di lavoro, può rivedere la durata massima in relazione alle esigenze del settore di appartenenza. Il Ministero evidenzia come le previsioni contenute nei contratti collettivi stipulati prima del 14 luglio 2018 mantengano la loro validità fino alla naturale scadenza dell'accordo collettivo.

 

CAUSALE

Condizioni e ambiti di intervento evidenziati dalla circolare Ministeriale

Le parti possono stipulare liberamente un primo contratto di lavoro a termine di durata non superiore ai 12 mesi, mentre per la durata superiore devono deve essere apposta la Causale.

Queste sono le 3 macro aree dove il datore di lavoro dovrà attingere la giustificazione da inserire nel contratto individuale di lavoro tra le parti:

1) esigenze temporanee oggettive, estranee all'ordinaria attività;

2) esigenze di sostituzione di altri lavoratori;

3) esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attività ordinaria.

 

Di seguito le casistiche che rendono obbligatoria la causale all'avvio o alla proroga di un contratto a tempo determinato: 

- qualora si stia stipulando un primo contratto a tempo determinato tra le parti: solo se la durata è superiore ai 12 mesi;

- qualora vi sia stato un precedente contratto a tempo determinato tra le parti (rinnovo): sempre

- in caso di proroga di un contratto a tempo determinato rinnovato (vedi punto 2): sempre

- qualora si proroghi un primo contratto a tempo determinato tra le parti: solo quando la durata della proroga, sommata alla durata iniziale del contratto, supera i 12 mesi.

- qualora il datore di lavoro voglia usufruire di una agevolazione prevista dalla legge: sempre 

- qualora vi sia stato un precedente rapporto in somministrazione a termine con il lavoratore: sempre

- in caso di utilizzo del contratto assistito, fruibile al raggiungimento al limite di durata massima, per stipulare un ulteriore rapporto di lavoro a tempo determinato, presso l'Ispettorato del lavoro territoriale competente, della durata di 12 mesi: sempre

Il dicastero del lavoro evidenzia che "la proroga presuppone che restino invariate le ragioni che avevano inizialmente giustificato l'assunzione a termine, per tanto non è possibile prorogare un contratto a tempo determinato modificandone la motivazione, in quanto questo darebbe luogo a un nuovo contratto a termine ricadente nella disciplina del rinnovo". 

 

FORMA SCRITTA DEL TERMINE

Il ministero definisce che la forma scritta del termine dia una maggiore chiarezza in merito alla sussistenza di tale requisito e che il legislatore,abbia voluto escludere la possibilità di desumere da elementi esterni al contratto la data di scadenza. Conferma, comunque la possibilità che, in alcune situazioni, il termine del rapporto di lavoro continui a desumersi indirettamente in funzione della specifica motivazione che ha dato luogo all'assunzione (esempio nel sostituzione della sostituzione della lavoratrice per maternità, dove non si sa la reale data di rientro al lavoro della stessa).

 

PROROGHE

Le proroghe sono state ridotte a un massimo di 4 entro i limiti di durata massima del contratto e a prescindere dal numero di contratti.

 

 

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